Allora la storia narra di una donna che agli inizi degli anni ‘90 entra in crisi (non dite come il mio compagno “Ecco non si poteva partire con qualcosa di più allegro?” Ma tant’è, ancora mi sopporta……..quindi, gli perdono anche questa!!). Entra in crisi con se stessa, vive un momento d’empasse esistenziale e di prospettiva, ha tante cose che vorrebbe realizzare, ma la vita le ha imposto continue scelte anche drastiche, rimandando sempre a domani la sua realizzazione personale. Finora ha trovato tante forme di compensazione per sopravvivere, ma ad un certo punto le compatibilità saltano. Improvvisamente si trova ad un bivio e dovrà capire quale strada scegliere. Non ha modelli a cui riferirsi, si avvia verso il suo futuro contando sulle proprie forze e sul suo intuito. Vive su di se gli effetti della fine di un mondo con le sue certezze e i suoi riti. Perchè gli anni ‘90? Perchè mi sembra abbiano rappresentato una specie di spartiacque fra la grande stagione delle lotte e dei cambiamenti, chiusasi negli anni ‘80, e il mitico Duemila che è alle porte, ma non si sa ancora cosa ci riservi. In Italia si vive un progressivo inesorabile svuotamento della memoria storica, sono gli anni di Tangentopoli, dell’attentato al giudice Falcone e Borsellino, dell’irrompere della Lega e delle smanie indipendentistiche della Padania, c’è la guerra del Golfo e farci riabituare anche mentalmente all’idea di Guerra. In Europa nell”89 c’è stato il crollo del muro di Berlino e la fine (?) della Guerra Fredda, crollano i sistemi socialisti, in Yugoslavia si combatte gli uni contro gli altri in difesa di identità etnico-religiose che diventano le bandiere di nuove, fino ad allora sconosciute, identità. In Cina i carri armati hanno sgomberato piazza Tian anmen dagli studenti e l’ala destra-modernista del partito comunista, ormai al potere da anni, schiaccia definitivamente ogni richiesta di riforme. La protagonista è persona informata, attenta ai cambiamenti e come una spugna assorbe gli scossoni di questo periodo storico. Ha viaggiato per la Cina e ha scoperto molte analogie fra gli eventi di quel grande paese e la situazione in Italia. Questi pochi dati molto sommari (ne mancano sicuramente molti altri) sono il quadro generale di riferimento in cui si sviluppa la vicenda. Ovviamente mi devo documentare meglio su questo periodo, ma mi è venuto in mente che potevo chiedere a voi che li avete vissuti, come me, quali ricordi avete. Anche se vi ho elencato parecchi elementi apparentemente negativi, come dicevo l’altra volta, ogni periodo storico ha i suoi lati negativi e positivi cosa c’è stato di positivo e di negativo secondo voi? In fondo ognuno di noi, anche inconsapevolmente, ha dovuto fare i conti con l’ingresso nella società, col mondo del lavoro, con l’educazione dei figli, insomma con la maturità e questo mentre tutto intorno a noi cambiava, lasciandoci in parte orfani, ma anche aprendoci delle opportunità. Quali?
Ovviamente la storia, in parte autobiografica (forse ancora troppo), si sviluppa in modo diverso dalla mia vita, per cui i vostri racconti potrebbero aiutarmi ad avere un punto di vista meno personale, diverso, più maschile, di chi c’era ma magari ha avuto un’altra impressione di quegli anni.
Ecco questo è tutto.
un abbraccio
ferny
PS Ovviamente come dicevo in altro scritto vi deve sfiziare, l’idea, sennò non fa nulla. Grazie comunque a tutti. f.