Ago 30 2008
e Marco ?
Cari amici miei, ve lo dico col cuore, è dalla sera della prima cena , al Paradiso Terrestre, che ho una gran voglia di parlare di Marco. Non sopporto l’ idea che sia stato per tutti questi anni quasi un tabù. E allora un pò di personale, che come si diceva allora è anche politico. Marco ed io non abbiamo mai smesso di frequentarci dopo gli anni del liceo, un pò per la politica, un pò per le amicizie comuni, insomma era continuato ad essere un mio punto di riferimento, ed io credo ( spero) per lui. Non c’ è stato un mio amico che non l’ abbia conosciuto, così come le mie fidanzate e poi mia moglie, ( ora ex moglie ) . Con Marco, nella sua casa di piazza Vittorio abbiamo cenato tante volte insieme, chiacchierato, discusso, litigato, cantato, suonato. Ci siamo ubraicati di vino mediocre e talvolta invece abbiamo cenato insieme in ristoranti di qualità. Marco è sempre stato per me la coscienza critica. Io, quello che si illude facilmente e lui quello apparentemente disilluso. Io quello che parte per la tangente e lui quello che sta con i piedi per terra. L’ ho cercato, con amore e con affetto ogni volta che sentivo il bisogno di un parere e ogni volta Marco c’ era. Certo il più delle volte non mi diceva quello che io volevo sentirmi dire, ma ogni volta mi diceva quello che pensava, e spesso, in fondo era anche quello che pensavo io e non volevo dirmelo. Una sera, mentre in cucina arrostivano delle trote al cartoccio che impuzzonivano tutto l’ Esquino mi guardò dritto negli occhi, il vino era già sceso a sufficienza e mi disse:” ma che ce stai a fa insieme a quella? ” alludendo alla mia ex moglie. Non si piacevano, perchè Marco era sfrontato, era sincero, talvolta brutalemnte sincero. Non seppi rispondergli in quel monento , ma alcìuni anni dopo, quando ormai non c’ era più, mi accorsi che aveva assolutamente ragione. Come spesso accadeva.
Era difficile Marco. Un uomo al tempo stesso dolce e durissimo. Ci siamo scazzati di brutto su tanti argomenti, e certe volte mi sembrava lontanissimo dalla mia vita. Scrisse due libri. Uno, Eroi è il titolo, ebbe anche un discreto successo, vinse il premio dell’ Espresso come miglior opera prima. Mi regalò la bozza originale autografata con quella sua calligrafia incomprensibile. Non so se qualcuno l’ ha mai letto. Per me fu un colpo. Ci sono delle pagine di una intensità e di una passione !!!! Inutile dire che quel manoscritto fa parte delle poche cose che mi sono portato via dalla mia precedente vita.
Se vogliamo condividerle io sono disponibile a metterle in rete, ma sono parecchie pagine.
Marco, o meglio er Gavazzi!
Qualche settimana fa parlavo con Fernanda del perchè quegli anni sono stati per tutti noi così importanti. Il senso che c’era in quel modo di vivere e di intendere la vita non è consueto, non lo è più, e forse è proprio per questo che poi, dopo trenta anni ancora ci cerchiamo. Dare senso ai rapporti e alle cose. Cercare senso nei rapporti e nelle cose. Non va più di moda. Io sono tra quelli che ha figli e che vorrebbe tentare di comunicare l’ importanza del senso del vivere. CI provo. Non ci riesco quasi mai, ma insisto.
Ecco, l’ amicizia con Marco era piena di senso. Tutto qui.
Poi uno si accorge di quanto ti manca una persona quando non c’è più, e allora pensi che hai perso tempo.
Un pomeriggio, mentre andavo a pesca subacquea con un mio amico mi arriva una telefonata da Orietta, che non sentivo da anni: mi dice che è successa una cosa terribile, …….
L’ unica cosa che ho pensato in quel momento è stata: ma che cazzo, non siamo mai riusciti ad andare in vacanza insieme perchè era un montanaro del cazzo, lui e la Val d’ Aosta, e per una volta che va al mare…. che stronzo sono stato a non proteggerlo… il mare non era per lui, e io dovevo saperlo……
poi ho pianto a rotta di collo……per ore… per giorni…tuttora!
L’ ultimo ricordo di Marco risale a qualche mese prima della sua morte. CI troviamo in pizzeria con altri amici comuni. E’ un po che non lo vedo e me lo ritrovo davanti con dei lunghissisi capelli a boccoli, vestito come sempre di nero, giubotto di pelle, stivali da moto….ci abbracciamo e i suoi capelli hanno un fortissmo profumo…… di Baby shampoo Johonson’s…….
Marco, anzi, er Gavazzi, stai dentro di me. Per sempre.
carufa